Green Economy in Italia, a che punto siamo?
Un anno di allarmi ambientali e opportunità di cambiamento
Il 2023 ha segnato un nuovo campanello d’allarme per l’ambiente in Italia. È stato il secondo anno più caldo mai registrato (Ispra), con un aumento delle temperature medie tra i 2 e i 3 gradi negli ultimi 40 anni. Le notti tropicali, con temperature superiori ai 20°C, sono diventate sempre più frequenti, mentre gli eventi climatici estremi hanno toccato un record di 3.400 episodi, più del triplo rispetto al 2018. Questo scenario si è aggravato con un deficit di acqua nevosa fino al 70% nei bacini del Po e dell’Adige.

Fonte: I dati emergono dalla “Relazione sullo stato della green economy” presentata a Ecomondo 2024.
Riduzione delle emissioni di gas serra
L’Italia ha ridotto le proprie emissioni del 6% nel 2023, scendendo sotto i 390 milioni di tonnellate, grazie alla diminuzione dell’uso del carbone e alla crescita delle energie rinnovabili, che coprono ormai il 45% della produzione elettrica nazionale. Tuttavia, il calo complessivo dal 1990 si ferma al 25%, meno della media europea (-29%) e lontano dai risultati della Germania (-41%).
L’espansione delle rinnovabili
Il 2023 ha visto un incremento positivo nella produzione di elettricità rinnovabile, che ha superato il 44%, spinta dall’idroelettrico e dall’installazione di 6 GW di capacità fotovoltaica ed eolica. Per raggiungere gli obiettivi europei al 2030, il ritmo delle installazioni dovrà però raddoppiare, arrivando a 11-12 GW all’anno. Nel settore termico, le rinnovabili coprono il 21% dei consumi, sotto la media UE (25%), mentre nei trasporti si attestano al 10%, con un ruolo chiave del biodiesel e un contributo crescente del biometano.
Calano i consumi di energia fossile
I consumi energetici primari sono diminuiti di 4 Mtep (Mega Tonnellate equivalenti di petrolio) grazie alla riduzione nell’uso di gas naturale (-5,6 Mtep), carbone (-2,2 Mtep) e petrolio (-1 Mtep), con un aumento compensativo delle rinnovabili (+3,3 Mtep). Tuttavia, il settore dei trasporti ha registrato un incremento dei consumi del 2,2%, mentre gli edifici, che rappresentano il 40% della domanda energetica, hanno visto un calo del 5,5%.
Agricoltura: impatti climatici e crescita del biologico
Le difficoltà climatiche hanno provocato una contrazione della produzione agricola del 2,5%, con riduzioni significative per vino (-17,4%), frutta (-11,2%) e olio (-3%). Parallelamente, il biologico ha continuato a crescere, coprendo il 19,8% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) con 2,45 milioni di ettari, avvicinandosi all’obiettivo europeo del 25% entro il 2030.
Auto in crescita, l’elettrico in ritardo
Nonostante la crescita del parco auto a 41 milioni di veicoli, la quota di elettriche si è fermata all’8,6%, distante dalla media UE (22%). L’Italia mantiene un tasso di motorizzazione tra i più alti d’Europa, con 694 auto ogni 1.000 abitanti.
Economia circolare e consumo di risorse
L’Italia si distingue in Europa per l’economia circolare, ma il consumo di suolo rimane critico: tra il 2021 e il 2022 sono stati persi 70,8 km² di territorio, con picchi in Lombardia e Veneto. La crisi idrica è altrettanto preoccupante, con una disponibilità ridotta del 20% rispetto al 1921 e perdite idriche che superano il 50% nel Sud Italia.
Verde urbano stagnante
La superficie verde nelle città è rimasta invariata dal 2016. Solo l’8% dei Comuni capoluogo ha adottato un Piano del verde, mentre la disponibilità media di aree fruibili è di appena 8,55 m² ogni 100 m² di superficie urbanizzata.
Il ruolo del modello Regg3 nella transizione
L’Italia ha ottenuto risultati significativi nella riduzione delle emissioni e nella crescita delle rinnovabili, ma il percorso verso una transizione sostenibile richiede un’accelerazione su diversi fronti. Ridurre il consumo di suolo, migliorare la gestione delle risorse idriche, promuovere la mobilità elettrica e potenziare il verde urbano sono priorità strategiche che non possono essere rimandate. Il Green Deal europeo rappresenta un’opportunità chiave per affrontare queste sfide in modo coordinato e sistemico, promuovendo un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

In questo contesto, il modello Regg3 vuole offrire un contributo concreto. Grazie alle aree di impatto misurabili e privi di soggettività, permette di valutare l'impatto a 360 gradi delle politiche socio-ambientali. Questo approccio aiuta a comprendere come le diverse azioni influenzano la salute degli ecosistemi e della società, integrando ambiente, economia e valori sociali in una visione d’insieme. Regg3 mira a fornire uno strumento utile e accessibile per supportare organizzazioni e territori nel misurare e valorizzare il proprio impatto positivo, accompagnando il cambiamento verso un futuro più sostenibile.
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