Meno burocrazia, più impatto: l’UE semplifica le regole sulla sostenibilità
Un’opportunità per le imprese innovative
Fonte: Commissione Europea
Data: 14/03/25
La Commissione Europea ha annunciato un pacchetto di riforme per ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e favorire investimenti più efficaci nella transizione ecologica. Con un risparmio stimato di oltre 6 miliardi di euro, le nuove misure puntano a semplificare la CSRD (rendicontazione di sostenibilità) e la CSDDD (due diligence nelle supply chain), rendendo più snella la compliance senza compromettere la trasparenza.
CSRD: meno documentazione, più efficacia
Le principali modifiche alla CSRD, la direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità, sono pensate per alleggerire il carico burocratico sulle imprese e rendere più efficiente la comunicazione dei dati di sostenibilità. Tra le novità più rilevanti:

  • L’80% delle aziende sarà esonerato dagli obblighi di rendicontazione, concentrandosi sulle grandi imprese con maggior impatto.
  • Gli obblighi per le PMI saranno ridotti, evitando effetti negativi sulle catene di fornitura.
  • Gli obblighi per le aziende già soggette alla CSRD slittano al 2028, concedendo più tempo per adeguarsi.
  • Maggiore flessibilità nella Tassonomia UE per una transizione più graduale.
CSDDD: regole più chiare per la due diligence
Le principali modifiche alla CSDDD, la direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle filiere, sono pensate per alleggerire il carico burocratico sulle imprese e rendere più efficiente la comunicazione dei dati. Tra le novità più rilevanti:

  • Focus sui partner commerciali diretti, evitando una mappatura completa della supply chain.
  • Le valutazioni saranno richieste ogni cinque anni, anziché annualmente.
  • Maggiore tutela per le PMI, riducendo il carico di informazioni richieste.
  • Più tempo per conformarsi: la scadenza è posticipata al 2028.
Prossime tappe
Le proposte legislative saranno ora discusse dal Parlamento Europeo e dal Consiglio per l’approvazione definitiva. Se adottate, ridurranno la complessità normativa e mobiliteranno oltre 50 miliardi di euro di investimenti a sostegno della transizione sostenibile.
Regg3: dalla compliance all’impatto reale
La riduzione della burocrazia è un passo verso la direzione giusta. Per evitare che la sostenibilità venga vista come qualcosa di oneroso, elitario e facilmente attaccabile, i dati di sostenibilità devono essere trasformati in strumenti strategici. L’obiettivo non è semplicemente raccontare la sostenibilità attraverso report, ma generare un impatto concreto, passando dallo storytelling allo story doing.

In Regg3, crediamo che la sostenibilità non debba essere vista solo come un obbligo normativo, ma come un’opportunità per innovare e migliorare le performance aziendali. Con l’integrazione di dati e tecnologia, aiutiamo le imprese a misurare e certificare il loro impatto rigenerativo e a trasformarlo in un vantaggio competitivo duraturo.
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