Misurare l’impatto non basta
“Le fondazioni devono cercare non solo di misurare l’impatto, ovvero il cambiamento positivo che creano in aree sociali e ambientali, ma devono essere anche in grado di ‘gestirlo’, ovvero utilizzare i dati e le informazioni raccolte a loro vantaggio” – spiega Alessia Gianoncelli, Director of Knowledge and Programs - Impact Europe.
L’uso strategico dei dati non è solo una questione di trasparenza, ma un vero driver di crescita. Un’organizzazione che riesce a mostrare risultati tangibili ha più probabilità di attrarre nuovi partner, ottenere maggiori fondi e costruire una rete di stakeholder più solida. Nel panorama attuale, dove la sostenibilità è sempre più un asset strategico, la capacità di trasformare i dati in valore reale fa la differenza tra chi genera impatto e chi si limita a raccontarlo.
Ma l’impatto non è solo una questione di numeri: serve un ecosistema connesso e partecipativo. Creare sinergie tra diversi attori del gruppo e coinvolgere attivamente le risorse interne potenzia la portata delle azioni e trasforma i dipendenti in veri e propri agenti di cambiamento. In Regg3 crediamo che la sostenibilità sia un percorso collettivo: quando le persone si sentono parte di un progetto con un obiettivo chiaro, il loro contributo si amplifica, generando valore per l’intero sistema.