COP30 e la contraddizione della Sostenibilità: L’autostrada che minaccia l’Amazzonia
Un paradosso nel cuore della Foresta Pluviale
Fonte: BBC
Data: 02/04/25
A pochi mesi dalla COP30, prevista per novembre 2025 a Belém, il Brasile si prepara ad accogliere oltre 50.000 partecipanti, tra cui leader mondiali e organizzazioni ambientaliste. Per migliorare l’accessibilità alla città, il governo dello stato del Pará ha avviato la costruzione di una nuova autostrada a quattro corsie che attraversa decine di migliaia di acri di foresta amazzonica protetta.

L’obiettivo dichiarato è garantire una migliore mobilità, ma il prezzo da pagare è alto: la deforestazione in una delle aree più sensibili del pianeta. La foresta amazzonica è essenziale per l’assorbimento del carbonio e per la biodiversità globale. Per questo, la costruzione di un’opera di questa portata, proprio in occasione di un vertice sul clima, solleva interrogativi sulla coerenza delle strategie adottate.
Il danno ambientale e le conseguenze per le Comunità Locali
Lungo il percorso della nuova strada, il paesaggio è già cambiato: dove un tempo si estendeva una foresta rigogliosa, oggi si trovano spazi aperti e tronchi accatastati, segno della deforestazione in corso. Il taglio degli alberi non solo riduce gli habitat per la fauna selvatica, ma spezza anche la continuità dell’ecosistema, ostacolando la sopravvivenza degli animali e i loro spostamenti.

Gli effetti si fanno sentire anche tra le comunità locali. Claudio Verequete, residente vicino alla strada in costruzione, ha perso la sua principale fonte di reddito con la distruzione degli alberi di açaí. "Tutto è stato distrutto. Non abbiamo più quel reddito per il mantenimento delle nostre famiglie", racconta. A peggiorare la situazione, gli abitanti della zona non avranno accesso alla nuova infrastruttura, poiché la strada sarà delimitata da barriere che ne impediranno l’entrata e l’uscita. "Per noi che viviamo accanto all’autostrada, non ci saranno benefici".
Modernizzazione o Greenwashing?
Le autorità locali presentano la nuova strada, denominata Avenida Liberdade, come un progetto “sostenibile”, sottolineando la presenza di corridoi faunistici, piste ciclabili e illuminazione solare. Adler Silveira, segretario per le infrastrutture dello stato del Pará, ha dichiarato che si tratta di un "importante intervento per la mobilità" che porterà vantaggi alla popolazione locale.

Alcuni imprenditori, come Dalci Cardoso da Silva, vedono nell’arrivo di nuovi visitatori un’opportunità economica. "La città nel suo complesso sta migliorando, viene riparata e molte persone la stanno visitando", sostiene. Tuttavia, questa visione ottimistica non è condivisa da tutti: il timore è che il miglioramento della città avvenga a spese della foresta e delle comunità indigene.
La necessità di un Modello di Sostenibilità verificabile
Il presidente brasiliano Lulu ha sottolineato come la COP30 sarà "una COP nell’Amazzonia, non una COP sull’Amazzonia", evidenziando l’importanza del coinvolgimento del territorio nelle discussioni climatiche. Tuttavia, la professoressa Silvia Sardinha, veterinaria e ricercatrice, mette in dubbio che le popolazioni locali siano realmente ascoltate, affermando che i dibattiti avverranno "a un livello molto alto, tra imprenditori e funzionari governativi".

Per evitare che simili progetti infrastrutturali si trasformino in operazioni di greenwashing, è essenziale adottare un modello che consenta di misurare l’impatto ambientale in modo oggettivo e trasparente. In questo contesto, strumenti come quelli sviluppati da Regg3, che collegano gli investimenti pubblici a risultati misurabili in termini di sostenibilità, potrebbero garantire una valutazione più rigorosa delle decisioni prese.

Senza un approccio strutturato e verificabile, il rischio è che la COP30 passi alla storia non come un’opportunità per proteggere l’Amazzonia, ma come il vertice che ha accelerato la sua distruzione.
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