Il presidente brasiliano Lulu ha sottolineato come la COP30 sarà "una COP nell’Amazzonia, non una COP sull’Amazzonia", evidenziando l’importanza del coinvolgimento del territorio nelle discussioni climatiche. Tuttavia, la professoressa Silvia Sardinha, veterinaria e ricercatrice, mette in dubbio che le popolazioni locali siano realmente ascoltate, affermando che i dibattiti avverranno "a un livello molto alto, tra imprenditori e funzionari governativi".
Per evitare che simili progetti infrastrutturali si trasformino in operazioni di greenwashing, è essenziale adottare un modello che consenta di misurare l’impatto ambientale in modo oggettivo e trasparente. In questo contesto, strumenti come quelli sviluppati da Regg3, che collegano gli investimenti pubblici a risultati misurabili in termini di sostenibilità, potrebbero garantire una valutazione più rigorosa delle decisioni prese.
Senza un approccio strutturato e verificabile, il rischio è che la COP30 passi alla storia non come un’opportunità per proteggere l’Amazzonia, ma come il vertice che ha accelerato la sua distruzione.