Un risultato importante di questo incontro è stato l'accordo per mobilitare 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, un finanziamento che sarà destinato principalmente alla conservazione della biodiversità, con un focus particolare sulle nazioni più vulnerabili. È stato inoltre istituito il Cali Fund, un fondo che raccoglierà contributi dai settori industriali che traggono beneficio dalla biodiversità, come quello farmaceutico e agroalimentare.
Un altro successo significativo è stato l'accordo su un mix di risorse pubbliche e private e l’introduzione di strumenti finanziari innovativi per il finanziamento delle iniziative di conservazione. In parallelo, sono stati definiti obblighi di trasparenza, con l’impegno a pubblicare periodicamente rapporti nazionali sui progressi nella protezione degli ecosistemi.
Nonostante questi risultati positivi, la conferenza ha anche evidenziato alcune criticità, come la mancanza di un fondo dedicato alla biodiversità prima del 2028, a causa di disaccordi sulla gestione delle risorse, e la dipendenza dalle donazioni volontarie delle aziende, che potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi. Inoltre, non sono state prese misure immediate per eliminare i sussidi dannosi, il che rallenta la transizione verso modelli economici più sostenibili.