Cop16 a Roma: un passo avanti per la Biodiversità
Un impegno globale per la Biodiversità
Fonte: Osservatorio Parigi, Regg3
Data: 21/03/25
La 16ª Conferenza delle Parti (COP16) sulla Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (CBD), tenutasi a Roma dal 24 al 27 febbraio 2025, ha rappresentato un passo fondamentale nella lotta per la tutela della biodiversità. Durante l'incontro, a cui hanno partecipato delegati provenienti da oltre 140 paesi, sono stati definiti i meccanismi finanziari necessari per implementare il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KMGBF). L'obiettivo centrale di questo accordo è fermare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.

L’evento ha confermato l’urgenza di un’azione coordinata e ha posto le basi per nuovi strumenti di finanziamento e monitoraggio, essenziali per trasformare gli impegni in azioni concrete.
Le priorità della sessione di Roma
Le priorità emerse dalla conferenza si sono focalizzate su tre obiettivi principali: la raccolta di risorse finanziarie, la creazione di meccanismi di finanziamento per i paesi in via di sviluppo e le comunità indigene, e l'implementazione di sistemi di monitoraggio che garantiscano trasparenza e responsabilità.
Successi raggiunti
Un risultato importante di questo incontro è stato l'accordo per mobilitare 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, un finanziamento che sarà destinato principalmente alla conservazione della biodiversità, con un focus particolare sulle nazioni più vulnerabili. È stato inoltre istituito il Cali Fund, un fondo che raccoglierà contributi dai settori industriali che traggono beneficio dalla biodiversità, come quello farmaceutico e agroalimentare.

Un altro successo significativo è stato l'accordo su un mix di risorse pubbliche e private e l’introduzione di strumenti finanziari innovativi per il finanziamento delle iniziative di conservazione. In parallelo, sono stati definiti obblighi di trasparenza, con l’impegno a pubblicare periodicamente rapporti nazionali sui progressi nella protezione degli ecosistemi.

Nonostante questi risultati positivi, la conferenza ha anche evidenziato alcune criticità, come la mancanza di un fondo dedicato alla biodiversità prima del 2028, a causa di disaccordi sulla gestione delle risorse, e la dipendenza dalle donazioni volontarie delle aziende, che potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi. Inoltre, non sono state prese misure immediate per eliminare i sussidi dannosi, il che rallenta la transizione verso modelli economici più sostenibili.
Verso la COP17 in Armenia
Guardando al futuro, i risultati ottenuti durante la COP16 pongono le basi per il vertice che si terrà nel 2026 in Armenia, dove si valuteranno i progressi compiuti in materia di finanziamenti e implementazione del KMGBF. La vera sfida, tuttavia, rimarrà quella di trasformare le promesse in azioni concrete, garantendo l’impegno di governi, aziende e comunità locali.
Il ruolo di Regg3 nella Biodiversità
L’impatto ambientale non si misura solo attraverso dichiarazioni di intenti, ma con dati concreti e strategie di rigenerazione. L’area di impatto Biodiversità del modello Regg3 consente alle aziende di comprendere il proprio contributo alla tutela degli ecosistemi, individuando opportunità per generare valore reale.

La protezione della biodiversità non può prescindere da strumenti che misurino in modo trasparente gli effetti delle azioni intraprese. Per questo, Regg3 supporta imprese e istituzioni nel passare dalla rendicontazione alla rigenerazione, aiutandole a trasformare le proprie strategie di sostenibilità in un vantaggio competitivo e in un impatto concreto.
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