Dimmi dove operi e Regg3 ti dirà il profitto ambientale o sociale
Conoscere il contesto territoriale per cogliere opportunità di vantaggio competitivo
Fonte: Regg3
Data: 26/02/25
Quando si parla di sostenibilità, spesso si tende a misurare il cambiamento attraverso numeri generici: emissioni di CO2 ridotte, quantità di materiali riciclati, fondi investiti in iniziative sociali. Ma questi dati, presi singolarmente, non creano un vantaggio competitivo per l’organizzazione. Per avere un posizionamento sulla sostenibilità è fondamentale capire dove e come un’azienda impatta il territorio.
Ogni contesto territoriale ha esigenze diverse
Un’organizzazione non opera nel vuoto, ma all’interno di un ecosistema con caratteristiche ben definite. Il contesto in cui si inserisce – che sia un Paese, una regione, una provincia o una città – può avere risorse abbondanti o essere segnato da carenze e vulnerabilità. La qualità dell’aria, l’accesso alla sanità, le opportunità economiche e la disponibilità di risorse naturali sono tutti elementi che determinano il reale bisogno di intervento.

Disporre di dati precisi sul contesto permette alle organizzazioni di andare oltre logiche tradizionali estrattive e di concentrare le proprie risorse dove possono fare davvero la differenza. Solo così è possibile utilizzare il core business o i propri progetti per creare profitto sociale e/o ambientale oltre che quello economico.
Investire nel contesto giusto
Prendiamo il caso di un’azienda alimentare che opera in 30 Contesti Territoriali, tra cui paesi in Unione Europea, Nord Africa e Asia. L’azienda vorrebbe espandere le proprie operazioni in Brasile con un approccio rigenerativo, ma si trova di fronte a una domanda chiave: quali sono i bisogni ambientali e sociali di questo territorio?

Qui entra in gioco la tecnologia di Regg3. Analizzando il GAP di impatto del Brasile, emergono aree critiche come: salute pubblica e riduzione delle emissioni di gas serra (GHG Emissions). Questo dato non è casuale: il Paese presenta alti livelli di insicurezza alimentare in alcune regioni e un elevato impatto dell’industria agroalimentare sulle emissioni.

Con queste informazioni, l’azienda può prendere decisioni strategiche e consapevoli. Invece di limitarsi a ridurre l’uso di plastica negli imballaggi – un’azione positiva ma non prioritaria in quel contesto – può investire in progetti per migliorare l’accesso a un’alimentazione sana nelle comunità più vulnerabili e adottare misure per abbattere le emissioni lungo la sua catena di fornitura. Questo non solo massimizza l’impatto positivo, ma rafforza anche la posizione dell’azienda come leader rigenerativo in un potenziale nuovo mercato strategico.
Costruiamo un impatto concreto
Integrare l’analisi del contesto nella strategia aziendale non è solo un atto di responsabilità, ma anche una scelta intelligente dal punto di vista competitivo. Una strategia basata su dati concreti consente di ottenere certificazioni di impatto reale, costruire una reportistica trasparente e conforme agli standard CSRD, evitare il rischio di greenwashing e rafforzare la reputazione dell’azienda come attore credibile e responsabile nel panorama della sostenibilità.

Con Regg3, ogni organizzazione può approcciare l’essere sostenibili (o meglio rigenerativi) con interventi mirati e misurabili nel territorio.
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